Pensiamo alla riverenza come stupore, come presenza e apertura al mondo... Provate a camminare con un bambino che dice: "Wow, wow! Guarda quel cane sporco! Guarda quella casa bruciata! Guarda quel cielo rosso!". E il bambino indica, e voi guardate, e vedete, e cominciate a dire: "Wow! Guardate quell'enorme siepe pazza! Guarda quel bambino piccolo piccolo! Guarda la spaventosa nuvola scura!". Penso che questo sia il modo in cui dovremmo essere nel mondo: presenti e in soggezione.