Non dirò: che il silenzio mi soffoca e mi imbavaglia. Sono silenzioso, rimarrò silenzioso, perché la lingua che parlo è di un'altra razza.
Le parole consumate si accumulano, sono arginate, una cisterna d'acqua morta, il dolore aspro trasformato in melma, che sgorga dal fondo dove ci sono radici storte.
Non dirò: che non meritano nemmeno lo sforzo di dire, parole che non dicono quanto so in questo ritiro dove non mi conoscono.
Non solo il fango striscia, non solo il fango, Non solo gli animali galleggiano, morti, impauriti, Frutti turgidi in grappoli si intrecciano Nel pozzo nero da cui salgono le dita.
Dirò solo, ritirato e muto, che chi tace quando io taccio non può morire senza dire tutto.