Quanto fu straordinario, strano, sì, commovente, vedere la vecchia signora (erano vicini di casa da tanti anni) allontanarsi dalla finestra, come se fosse attaccata a quel suono, a quella corda. Per quanto gigantesco, aveva qualcosa a che fare con lei. Giù, giù, in mezzo alle cose ordinarie, il dito cadde rendendo il momento solenne. Era stata costretta, così Clarissa immaginava, da quel suono, a muoversi, ad andare - ma dove? Clarissa cercò di seguirla mentre si voltava e spariva, e riuscì ancora a vedere il suo berretto bianco che si muoveva in fondo alla camera da letto. Era ancora lì che si muoveva all'altro capo della stanza. Perché credo, preghiere e calzari? Quando, pensò Clarissa, questo è il miracolo, questo è il mistero; quella vecchia signora, intendeva, che vedeva passare dal cassettone alla toeletta. La vedeva ancora. E il mistero supremo, che Kilman avrebbe potuto dire di aver risolto, o Peter avrebbe potuto dire di aver risolto, ma che Clarissa non credeva che nessuno dei due avesse la minima idea di risolvere, era semplicemente questo: qui c'era una stanza, là un'altra. Lo risolveva la religione o l'amore?